Arresto cardiaco d'estate: cosa fare (e perché il DAE può salvare una vita)
L'estate è la stagione delle vacanze, del riposo, del tempo all'aria aperta. Ma è anche il periodo in cui il nostro cuore lavora di più, spesso senza che ce ne accorgiamo. Sapere cosa fare in caso di malore — in spiaggia, in piscina, durante una passeggiata — può fare la differenza tra la vita e la morte. Non è allarmismo: è una consapevolezza che vale la pena acquisire prima di partire.
I numeri dell'arresto cardiaco in Italia
Parliamo di cifre concrete, perché capire la portata del fenomeno aiuta a prendere sul serio la questione.
Secondo i dati dell'IRC – Italian Resuscitation Council, in Italia si verificano ogni anno circa 70.000 arresti cardiaci extraospedalieri, ovvero al di fuori di strutture sanitarie: per strada, in casa, in luoghi pubblici. È una delle principali cause di morte improvvisa nel nostro Paese.
Il dato più importante, però, riguarda la sopravvivenza. Oggi, in Italia, sopravvive a un arresto cardiaco extraospedaliero meno del 10% delle persone colpite. Una percentuale drammaticamente bassa, soprattutto se confrontata con quella di Paesi come Norvegia o Danimarca, dove si supera il 25–30%, grazie a una cultura del primo soccorso più diffusa e a una maggiore disponibilità di defibrillatori sul territorio.
Il fattore tempo è tutto: ogni minuto che passa senza rianimazione riduce le probabilità di sopravvivenza del 7–10%. Ecco perché quello che succede prima dell'arrivo del 118 è decisivo.
Perché l'estate aumenta il rischio
Non è un caso che i mesi estivi registrino un picco di eventi cardiovascolari acuti. Diversi fattori si combinano in questa stagione in modo particolarmente sfavorevole.
Il caldo costringe il cuore a lavorare di più. Per disperdere il calore corporeo, il corpo aumenta il flusso di sangue verso la pelle, richiedendo al cuore uno sforzo aggiuntivo. Nelle persone con problemi cardiovascolari preesistenti — spesso non diagnosticati — questo sovraccarico può essere fatale.
La disidratazione altera l'equilibrio dei sali minerali. Sudare abbondantemente senza reintegrare liquidi e minerali come potassio e sodio può alterare il ritmo cardiaco, favorendo aritmie anche in persone apparentemente sane.
Lo sforzo fisico improvviso è un detonatore. Chi è sedentario per tutto l'anno e in estate si concede nuotate vigorose, escursioni in montagna o partite di beach volley sottovaluta il rischio. Il cuore non è allenato a sostenere quei picchi di attività.
L'alcol e i pasti abbondanti completano il quadro. Un pranzo pesante, magari accompagnato da qualche drink, seguito da un tuffo in mare o da una corsa con i bambini è uno scenario tutt'altro che innocuo.
Cosa fare prima che arrivi il soccorso
Se sei testimone di un malore improvviso — una persona che perde conoscenza, smette di respirare normalmente, cade a terra senza rispondere — ogni secondo conta. Ecco come comportarsi.
1. Chiama il 118 immediatamente Non aspettare di essere sicuro. Chiama subito e lascia che siano gli operatori a guidarti. Il 118 italiano è attrezzato per dare istruzioni telefoniche anche a chi non ha mai fatto un corso di primo soccorso.
2. Inizia la rianimazione cardiopolmonare (RCP) Se la persona non respira e non risponde, inizia con le compressioni toraciche. Metti le mani al centro del petto, premi forte e veloce — circa 100–120 compressioni al minuto — e continua senza fermarti fino all'arrivo dei soccorritori. Non aver paura di fare male: le costole si possono rompere, ma il cervello senza ossigeno si danneggia in modo irreversibile in pochi minuti.
3. Cerca un defibrillatore DAE nelle vicinanze Mentre qualcun altro esegue la RCP, una terza persona dovrebbe cercare un defibrillatore automatico esterno (DAE). I dispositivi moderni sono progettati per essere usati da chiunque: guidano l'utente con istruzioni vocali chiare, analizzano il ritmo cardiaco in autonomia e intervengono solo se necessario. Non si può sbagliare.
Come trovare un DAE vicino a te
Trovare un defibrillatore in un luogo sconosciuto — una spiaggia, un parco, un centro commerciale — può sembrare difficile. In realtà, esistono strumenti utili.
- 118 App: l'applicazione ufficiale del sistema di emergenza italiano consente di geolocalizzare i DAE registrati nelle banche dati regionali. È gratuita e disponibile per iOS e Android.
- DAE RespondER: un sistema attivo in Emilia-Romagna e in espansione in altre regioni, che allerta i cittadini certificati come "primo soccorritore" quando si verifica un arresto cardiaco nelle vicinanze, indicando anche il DAE più vicino.
- Il personale della struttura: in spiagge attrezzate, alberghi, centri sportivi e strutture ricettive, il DAE dovrebbe essere segnalato con cartelli ben visibili. Se non lo vedi, chiedi.
Il problema è che questi strumenti funzionano solo se i DAE ci sono. Se la struttura non è attrezzata, nessuna app può aiutarti.
Una riflessione per chi gestisce una struttura
Se sei il titolare di un lido balneare, di un agriturismo, di un campeggio, di una palestra o di qualsiasi struttura frequentata d'estate, c'è una domanda che vale la pena porti: se qualcuno si sentisse male adesso, il tuo staff saprebbe cosa fare? E avrebbe gli strumenti per farlo?
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