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Defibrillatore obbligatorio in Italia: cosa dice la legge nel 2026

24 marzo 2026 • Approfondimenti

Defibrillatore Obbligatorio in Italia: Chi Deve Averlo e Cosa Dice la Legge

Sappiamo che orientarsi tra norme, decreti e circolari non è semplice, soprattutto quando si tratta di argomenti tecnici come la sicurezza sanitaria. Eppure, in materia di defibrillatori, il quadro normativo italiano è oggi più chiaro di quanto si pensi — e ignorarlo può comportare conseguenze serie, sia sul piano delle sanzioni che su quello della responsabilità civile e penale.

In questo articolo ti spieghiamo chi è obbligato ad avere un defibrillatore DAE, chi invece riceve una raccomandazione forte pur senza obbligo esplicito, e cosa rischia chi non si adegua.


Il Quadro Normativo: Legge 116/2021 e DM 16 Marzo 2023

Il punto di svolta nella legislazione italiana sul tema è rappresentato dalla Legge 4 agosto 2021, n. 116, conosciuta anche come "Legge sul defibrillatore" o legge "Croce". Questa norma ha introdotto per la prima volta in Italia un obbligo sistematico di dotarsi di defibrillatori semiautomatici (DAE) in specifici contesti, stabilendo anche i principi fondamentali per la loro gestione e manutenzione.

La Legge 116/2021 ha delegato al Ministero della Salute il compito di definire i dettagli attuativi, che sono arrivati con il Decreto Ministeriale del 16 marzo 2023. Questo decreto ha specificato:

  • Le categorie di soggetti obbligati e le relative scadenze per l'adeguamento
  • Le caratteristiche tecniche dei dispositivi ammessi (dispositivi certificati CE, conformi alle normative vigenti)
  • I requisiti di manutenzione, tra cui la necessità di verifiche periodiche, la sostituzione programmata di batterie e piastre, e la tenuta di un registro degli interventi
  • Le modalità di formazione del personale addetto all'utilizzo

In sostanza, non basta più acquistare un defibrillatore e tenerlo in un cassetto: la legge impone che il dispositivo sia sempre funzionante, correttamente mantenuto e accessibile.


Chi È Obbligato ad Avere un Defibrillatore

Scuole e Istituzioni Scolastiche

Tutte le scuole di ogni ordine e grado, sia pubbliche che private, rientrano tra i soggetti obbligati dalla normativa. L'obbligo riguarda gli istituti scolastici che ospitano attività didattiche, compresi i plessi con palestra interna. I dirigenti scolastici sono i responsabili diretti dell'adeguamento e della corretta manutenzione del dispositivo.

Pubbliche Amministrazioni

Gli uffici pubblici e le sedi della Pubblica Amministrazione con un certo numero di dipendenti o con accesso continuativo al pubblico sono tenuti a dotarsi di DAE. L'obiettivo del legislatore è garantire che negli spazi frequentati da molte persone sia sempre disponibile uno strumento salvavita in caso di arresto cardiaco improvviso.

Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e Impianti Sportivi

Questo è forse il settore in cui l'obbligo è più stringente e già da tempo radicato nella normativa. Le associazioni sportive dilettantistiche e tutti i centri e impianti sportivi — palestre, piscine, campi sportivi, circoli tennis — sono obbligati ad avere un defibrillatore presente e operativo durante le attività. Il DM 16 marzo 2023 ha precisato e rafforzato questi obblighi, che si affiancano a quanto già previsto da precedenti circolari del CONI e del Ministero della Salute.

La ragione è intuitiva: l'attività fisica intensa, soprattutto se svolta da persone adulte o con condizioni cardiache non diagnosticate, aumenta statisticamente il rischio di eventi cardiaci acuti.

Strutture con Grandi Afflussi di Persone

Stadi, palazzetti dello sport, centri commerciali e strutture con capienza superiore a determinate soglie rientrano anch'essi nell'ambito degli obbligati, in ragione dell'elevato numero di persone che vi transitano quotidianamente.


Chi È Fortemente Raccomandato (Ma Non Ancora Obbligato)

Accanto ai soggetti esplicitamente obbligati, la Legge 116/2021 e il DM 16 marzo 2023 introducono il concetto di forte raccomandazione per altre categorie. Non si tratta di un obbligo formale, ma la distinzione — dal punto di vista della responsabilità — è più sottile di quanto sembri.

Aziende Private

Le imprese con un numero significativo di dipendenti, o che svolgono attività con rischi fisici elevati, sono fortemente incoraggiate a dotarsi di un DAE. Molti giuslavoristi e consulenti della sicurezza suggeriscono che, in caso di evento cardiaco in azienda senza defibrillatore disponibile, il datore di lavoro potrebbe trovarsi esposto a responsabilità civile e penale per omessa cautela, anche in assenza di un obbligo esplicito.

Condomini e Abitazioni Collettive

I condomini, in particolare quelli di grandi dimensioni o con residenti anziani, sono tra i destinatari delle raccomandazioni. Alcune regioni e comuni italiani stanno incentivando attivamente l'adozione di DAE nelle aree comuni condominiali, e la tendenza normativa va chiaramente in questa direzione.

Hotel, Strutture Ricettive e Luoghi di Aggregazione

Alberghi, villaggi turistici, centri benessere e strutture simili, pur non sempre esplicitamente obbligati a livello nazionale, si trovano in una posizione di responsabilità verso gli ospiti che rende la presenza di un defibrillatore una scelta di buon senso — oltre che di tutela legale.


Sanzioni e Responsabilità: Cosa Rischia Chi Non Si Adegua

Il mancato rispetto degli obblighi previsti dalla Legge 116/2021 e dal DM 16 marzo 2023 comporta sanzioni amministrative che variano in base alla gravità dell'inadempienza e alla categoria del soggetto obbligato. Le multe possono essere significative, ma il rischio più concreto è un altro.

In caso di arresto cardiaco non trattato tempestivamente a causa dell'assenza o del malfunzionamento di un defibrillatore, il responsabile della struttura può essere chiamato a rispondere in sede civile e penale. La giurisprudenza italiana ha già affrontato casi in cui la mancata disponibilità di un DAE è stata valutata come elemento di responsabilità nella determinazione di un danno o di un decesso.

È importante sottolineare anche l'obbligo di manutenzione: avere un defibrillatore scarico, con le piastre scadute o non funzionante è equiparabile, dal punto di vista della responsabilità, a non averlo affatto.


Come Adeguarsi Senza Affrontare Costi Elevati

Comprendere gli obblighi è il primo passo. Il secondo è trovare la soluzione più pratica ed economica per rispettarli.

Acquistare un defibrillatore comporta un investimento iniziale di diverse migliaia di euro, a cui si aggiungono i costi di manutenzione periodica, sostituzione di batterie e piastre, e aggiornamento del dispositivo. Per molte realtà — una piccola palestra, un'associazione di volontariato, una scuola con budget limitato — questo può rappresentare un ostacolo reale.

Il noleggio di un defibrillatore in abbonamento è la risposta concreta a questo problema: nessun investimento iniziale, canone mensile fisso che include dispositivo certificato CE, manutenzione programmata, sostituzione automatica di batterie e piastre e assistenza tecnica. In un'unica soluzione, hai la certezza di essere sempre in regola con la legge e di avere un dispositivo sempre funzionante.


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